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    26 August

    Agosto è il mese più freddo dell'anno


     
    21 August

    Citazione immotivata... io odio i francesi...

    Che epoca triste e bizzarra la nostra! Verso quale oceano scorre questo torrente d' iniquità? Dove andiamo in una notte così profonda? Coloro che vogliono mettere le mani su questo mondo malato si ritraggono in fretta, spaventati dalla corruzione che si agita nelle sue viscere.
    Quando Roma si sentì prossima all' agonia, aveva almeno una speranza: essa intravedeva dietro il sudario la croce radiosa, splendente sull' eternità. Questa religione è durata duemila anni ed eccola che s' esaurisce, che non basta più, che viene sbeffeggiata - ecco che le sue chiese cadono e i suoi cimiteri rigurgitano di morti.
    E noi che religione avremo?
    Essere vecchi come siamo e camminare ancora nel deserto come gli Ebrei che fuggivano dall' Egitto...
    Dove sarà la Terra Promessa?
    Abbiamo provato tutto e tutto rinneghiamo senza speranza - e poi una strana cupidigia ci ha afferrati nell' anima e nell' umanità; c' è un vuoto in tutti noi. Sentiamo intorno a noi il freddo di un sepolcro.
    L' umanità si è messa a far girare le macchine, e, scorgendo l' oro che ne scaturiva, ha esclamato: Ecco Dio! E quel Dio, essa lo divora. Vino prima di morire, perché tutto è finito! Addio! Addio! Ognuno si trascina dove lo spinge il suo istinto; il mondo formicola come gli insetti su un cadavere; i poeti passano senza avere il tempo di scolpire i loro pensieri , a mala pena li buttano giù su qualche foglio e i fogli volano; tutto splende e tutto risuona in questa mascherata, sotto questi reami d' un giorno e questi scettri di cartone; l'oro gira, il vino scorre, la dissolutezza fredda si toglie le vesti esi dimena ...orrore! orrore! E poi su tutto questo cala un velo di cui ciascuno prende la sua parte, per nascondersi più che può.
    Derisione! orrore! orrore!


    da Memorie di un pazzo di Gustave Flaubert
    20 June

    Zeman: un grande filosofo del calcio e dello sport

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    (Fonte: corrieredellosport.it)

     

    Zeman alla Stella Rossa di Belgrado

     

    Dov’eravamo rimasti? Lecce 2006, nuvole di fumo ad annebbiare il Na­tale, strappandogli l’allegria dall’anima. 4-3-3, una formula magica, un percorso mistico, un senso d’appartenenza che da Licata a Foggia, dalle due sponde del Tevere a Napoli, persino da Saler­no ad Avellino è riuscito a coinvolgere schiere d’adepti aggrappati al simbolo d’un altro calcio, fascinoso e maledetto,strepitoso e dannato, elet­trizzante e scioccante. Il calcio che va dalla A si­no a Zeman si spinge oltre le diagonali, i tagli e le vertica­lizzazioni, tracima al di là dei discorsi convenzionali, non confonde ma miscela l’etica e l’estetica e rifiuta «le farmacie e le plusvalen­ze» , la speculazione tattica e il disordine applicato. Il cal­cio di Zeman è un groviglio d’emozioni appassionanti trasmesse a pletore di fede­lissimi estasiati da quelle giostre in continue evoluzio­ni, animate ora da Codispoti e ora da Signori, ora da Fish e ora da Totti, e che fondava­no la loro esistenza su una fi­losofia di vita: essere, non avere. La Stel­la Rossa di Belgrado è la nuova frontie­ra per esportar quella scuola di pensiero che ha abbat­tuto gli steccati ed ha aggrega­to a sé un Can­cogni e un Pio­vani, un Anto­nello Venditti e un Antonio Al­banese, mae­stri scrittori ed uomini Oscar, cantautori ed artisti. La tra­sversalità che eleva l’allena­tore al rango di pensatore, sen­za lasciarlo fi­nire in fuori­gioco.

     

    Zeman, si sente un po’ emigrante? «Direi di sì. Ma è il mio sta­tus. Solo che quarant’anni fa ho scelto l’Ita­lia, stavolta in­vece in Italia mi è stato fatto chiaramente capire che non potevo allenare».

    S’è chiesto perché è rima­sto quasi due anni fermo? «Sì e non ho trovato rispo­ste. Io penso di aver fatto be­ne, anche se c’è chi si affan­na a dire che non ho vinto nulla. Mi chiedo: e quanti hanno vinto? Però allenano in tanti, sino alla C2. Potrei anche aggiungere che al sot­toscritto il sistema non ha permesso di vincere, ma poi va a finire che dite che è il solito Zeman».

    Di lei è soddisfatto? «Lo sono per quanto tra­smesso, lo sono per i ricor­renti attestati di stima dei miei giocatori, che mi rin­graziano di quanto loro inse­gnato. Sono gratificazioni che hanno un valore morale enorme. Molto più delle vit­torie negate che m’hanno fatto pensare a tante cose strane. Sono fiero di quanto ottenuto dai giocatori del mio passato».

    E’ cambiato qualcosa da Calciopoli in poi? «Dal mio punto di vista, quasi niente. Perché a parte due personaggi usciti di sce­na, si notano sempre le stes­se facce in certi posti».

    Come l’ha convinta la Stel­la Rossa di Belgrado? «Con l’entusiasmo, il pro­gramma, il desiderio di cre­scere. Con la storia d’un club che è ricca».

    Finisce in un Paese che le piacerà, vista la sua cultura calcistica. «Inevitabilmente. Lì sono nati e cresciuti talenti impa­reggiabili del tennis del pas­sato e del presente, la palla­canestro ha riempito un’epo­ca; e anche la pallanuoto, la pallavolo, il calcio. Un’enci­clopedia dello sport».

    Ha qualche rimpianto prima di partire? «I dieci anni che ho perso per colpa del siste­ma».

    E un’autocriti­ca da fare? «Credo di aver commesso qual­che errore, ma ho sempre sba­gliato con la mia testa».

    La sua miglior squadra? «Servono le proporzioni: il Licata giocava ad occhi chiusi; ma Lazio e Roma hanno diver­tito, eccome».

    L’Europeo en­tra nella fase calda. «M’è piaciuta molto l’Olanda, m’è piaciuto molto il Porto­gallo, m’è pia­ciuta molto la Spagna. Orga­nizzazione e ri­cerca del bel gioco. E poi ci sono giovani che hanno futu­ro».

    Il suo futuro? «Riuscire a plasmare una squadra che vuol tornare ad essere grande. Ci mettiamo al lavoro subito, tra poco più di una settimana».

    Il 4-3-3, dicono in giro, sta finendo in soffitta. «Non mi pare: lo fanno in tanti. Magari lo chiamano di­versamente. Ma io lo vedo».

    C’è un nuovo Zeman in gi­ro? «Spero che non ci sia. Spe­ro che ci siano allenatori che abbiano idee proprie e prin­cipi simili ai miei».

    Cosa chiederà a se stesso? «Di continuare a realizzare bel gioco, di far crescere la mia Stella Rossa, di ottenere il consenso che la gente per strada non mi ha mai negato, di trasmettere sensazioni positive».

    Il calcio è uguale ovun­que? «Quest’Europeo dimostra che anche in piccoli Paesi si possono realizzare grandi ri­sultati».

    19 June

    Antiborghesi nel secolo XIX - 1^ puntata

    "La sua precocità nel vizio era formidabile. A cinque mesi aveva crisi di collera tali da non poter articolare una parola. A sei mesi lo colsi un giorno mentre rosicchiava un mazzo di carte. A sette aveva la costante abitudine di afferrare e baciare le bambine. A otto si rifiutò decisamente di apporre la propria firma all'atto di temperanza. E di mese in mese andò talmente progredendo in malvagità che al compiersi del primo anno non solo presumeva di portare i baffi, ma aveva anche contratto una tendenza a maledire, bestemmiare e scommettere."
     
    E. A. Poe in Non bisogna scommettere la testa col diavolo

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    14 June

    Grande compagno Tremonti: ma perché questa cosa non l'abbiamo fatta noi?!?!?

    ROMA - Il Consiglio dei ministri approverà mercoledì 18 giugno il piano triennale sull'economia che contiene anche la Robin Hood Tax. Ad annunciarlo è il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, a Osaka per la riunione del G8. L'intervento, con cui il Governo vuole colpire gli utili di assicurazioni banche e petrolieri, sarà di due miliardi e farà parte di un piano triennale per il rilancio dell'economia. E sul rischio che la tassa possa essere scaricata sui consumi finali, con un aumento dei prezzi al dettaglio, Tremonti avverte: "Ditegli che ci provino".

    "E' una tassa bellissima - ha continuato, ironizzando su una battuta fatta nei mesi scorsi dal suo predecessore Tommaso Padoa-Schioppa - e garantisce un gettito che di fatto non ha fini di tassa. La fiscal suasion ha prodotto effetti positivi sui mutui, esistono meccanismi della dialettica politica che funzionano con questo metodo".

    Tremonti ha partecipato al vertice con i suoi omologhi dei Paesi più industrializzati, riuniti in Giappone per analizzare le cause dell'esplosione del prezzo del petrolio. L'Opec, l'organizzazione che riunisce i Paesi esportatori, è accusato soprattutto dagli Usa di essere all'origine dell'aumento vertiginoso dell'oro nero. Una responsabilità respinta al mittente dai produttori, che puntano il dito sugli speculatori, in particolare sul mercato statunitense. Uno scambio di accuse su cui Tremonti commenta sibillino: "la gallina che canta ha fatto l'uovo", forse riferendosi alla posizione degli americani.

    Il ministro italiano poi rincara la dose: "in giro per il mondo ci sono più contratti sul petrolio che barili - e commentando il ruolo degli speculatori aggiunge - sopra al barile c'è una bottiglia di champagne Magnum speculativo che è veleno". Un fenomeno globale che finisce per colpire i più deboli. Di qui la proposta di aumentare i depositi a carico degli operatori attivi sui derivati delle materie prime. In questa maniera diventerebbe più costoso accendere nuovi contratti. "L'idea è di aumentare i margini di deposito per ridurre la componente speculativa".

    "Questi fattori - conclude Tremonti - provocano impoverimento e rivolte del pane nei Paesi più poveri e proteste in quelli più sviluppati, dove viene messa alla prova la democrazia. L'impoverimento del ceto medio in Europa ha un solo esito e si chiama fascismo".

     

     

    05 June

    La mia canzone :-D

     
    23 May

    Ascanio Celestini - Il razzismo è come il culo

     
    08 May

    Alemanno, vai al gay pride...

    FONTE REPUBBLICA.IT
     
    Dopo le polemiche scatenate da Gianni Alemanno a proposito del Gay Pride, riceviamo e pubblichiamo una lettera di una lettrice che scrive al sindaco di Roma.

    Caro sindaco Alemanno,

    Leggo le sue dichiarazioni sul Gay Pride, secondo cui esso sarebbe "una manifestazione di esibizionismo sessuale", anche un po' aggressivo e decido di scriverle per farle notare alcune cose.

    Già nel GayPride Nazionale di Roma dell'anno scorso, visto il momento difficile per la comunità gay (legge sui Dico affossata in Parlamento), la quasi totalità dei transessuali, decise spontaneamente di sfilare più coperta del solito. Giornali e televisioni, non contenti delle immagini di quel giorno dovettero rivangare vecchie immagini di repertorio per poter dare la loro deviata e pruriginosa informazione sul Pride. Perché, invece di "leggere" il Pride sui giornali, non viene davvero a vederlo, come le ha chiesto Imma Battaglia?

    Troverà centinaia di migliaia di cittadini e cittadine romani, che sfilano con i vestiti di tutti giorni. Perché, come uomo delle istituzioni, non chiede alla stampa e alle televisioni, di non mostrare immagini eccessive che sono oltretutto minoritarie? Non lo dico certo per perbenismo, ma perché anche a me sembra ogni volta una strumentalizzazione, dare del Gay Pride una sola immagine. In questi giorni Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay Nazionale, ha chiesto alla comunità GLBT di sfilare al prossimo pride bolognese con il vestito del proprio mestiere.

    Le faccio notare, inoltre, che le strade di Roma, ogni notte, sono teatro di esibizionismo sessuale ben peggiore, da parte di centinaia di migliaia di uomini, che mette a rischio anche la sicurezza stradale. Pensi alla Salaria, un autentico bordello a cielo aperto, dove trovano sfogo davvero troppi bravi padri di famiglia, oltre tutto con ragazzine nemmeno maggiorenni. Mi auguro che come sindaco la sua priorità sia difendere quelle donne dallo sfruttamento punendo chi crea pericolo alla cittadinanza.

    Di recente ho difeso la croce celtica che porta al collo. Per qualcuno è un simbolo di morte perché viene equiparata alla svastica. Lei ha spiegato perché la porta al collo, per ragioni affettive, ed io credo che all'oggettività dei simboli, dobbiamo pur aggiungere l'umanità che essi posseggono e il valore soggettivo che gli si conferisce. Non metterei mai bocca sulla sacralità dell'amicizia. Credo, semplicemente, nelle parole che dice.

    Provi ora a fare lo stesso esercizio per il Gay Pride, manifestazione che ricorda il giorno in cui un gruppo di trans, a New York, si ribellò alle botte e agli stupri quotidiani dei poliziotti. Esso per la comunità gay ha un valore simbolico. Il colore, le piume, la musica, ove ci sono, sono simboli di gratitudine verso chi, per primo, si è ribellato.
    Caro Alemanno, oggi lei è anche il mio sindaco ed io, pur militando nel PD, faccio parte di quei 70.000 che si sono rifiutati di votare Rutelli. Le cose che lei dice sul Gay Pride, sono le stesse che pensano molti miei compagni di partito, quindi non ne faccio affatto un momento di scontro politico, ma la richiesta di una semplice cittadina al suo sindaco. Che sia il sindaco di tutti: venga a vedere che cosa è il gay pride.

    Si stupirà di venire accolto con gioia, tanto siamo abituati ad essere rifiutati, persino da chi dovrebbe essere dalla nostra parte. Faccia questa cosa rivoluzionaria, creda nelle mie parole come io credo nelle parole dei ragazzi di Colle Oppio quando dicono di non essere più fascisti. Anche questo è un passaggio di riconciliazione nazionale. Pensi ai tanti sindaci di destra delle capitali occidentali che sfilano al Gay Pride.

    E superi anche lei il pensiero che l'omosessualità distrugge la famiglia. Noi facciamo parte delle famiglie eterosessuali e combattiamo per vedere riconosciute le nostre, a volte i migliori interpreti di questo valore, per la forza con cui lo desideriamo.

    Cristiana Alicata, militante del Pd e del GLBT, scrittrice.
    06 May

    FINI, MA VAFFANCULO!!!

    Non ce l'ha fatta Nicola Tomassoli, il giovane aggredito la notte del 30 aprile scorso per aver negato una sigaretta a un gruppo di Naziskin. Tomassoli e' morto all'ospedale di Borgo Trento, a Verona, dopo essere stato ricoverato per giorni presso l'Unita' di Terapia Intensiva Neurochirurgica dell'Ospedale, avendo riportato un grave trauma cranio-cervicale con emorragia cerebrale, che alla fine gli e' stato fatale. Altri due ragazzi della provincia di Verona sono stati arrestati nell'ambito dell'inchiesta sull'aggressione. I due arrestati sono Guglielmo Corsi, 19 anni, e Andrea Vesentini, 20 anni, entrambi di Illasi, un paese poco distante dal capoluogo. Il primo e' metalmeccanico, l'altro e' promotore finanziario; entrambi sono di buona famiglia. Restano invece latitanti, almeno per il momento, altri due giovani che facevano parte del gruppo che ha massacrato di botte Tommasoli.

    LE PRIORITA' DI FINI - Per Fini l'omicidio di Verona è meno grave delle contestazioni a Israele a Torino. E su queste parole scoppia la polemica. Durissima, quella della sinistra radicale. Più morbida nei toni, ma non nella sostanza, quella del leader Pd Walter Veltroni. Gli scontri e le contestazioni della sinistra radicale contro la Fiera del Libro di Torino "sono molto più gravi" di quanto accaduto a Verona, dice il presidente della Camera a Porta a porta. L'aggressione dei naziskin veronesi e la violenza dei centri sociali torinesi - afferma il Presidente della Camera- "sono due fenomeni che non possono essere paragonati". A giudizio di Fini, in sostanza, se dietro l'aggressione di Verona non c'è alcun "riferimento ideologico", a Torino le frange della sinistra radicale "cercano in qualche modo di giustificare con la politica antisionista", un autentico antisemitismo, veri e propri "pregiudizi di tipo politico-religioso".
     
    SINISTRA INDIGNATA - "Allucinanti e incredibili le parole di Fini a Porta a Porta. Mettere sullo stesso piano l'incendio di una bandiera con un barbaro omicidio, non solo costituisce una assoluta mancanza di rispetto per il dolore di due genitori a cui la barbarie ha strappato il figlio ma il sintomo della cultura di fondo del neo presidente della Camera". A sostenerlo e' Salvatore Cannavo', esponente di Sinistra critica, secondo cui "una cultura che minimizza la violenza vera e concreta, l'omicidio di Verona, ed esalta lo scontro ideologico, cercando di portare un gesto simbolico, discutibile quanto si vuole, su un terreno che non gli compete, giustificando, di fatto, la violenza dei gruppi neofascisti". Fini, rileva Cannavo', "cerca di accreditarsi continuamente presso Israele, ma stavolta ha compiuto un errore clamoroso minimizzando un omicidio, facendo un pessimo servizio all'antifascismo, di cui certo non e' un campione, ed esordendo nel peggiore dei modi nella sua nuova carica istituzionale".
     
     
    03 May

    Sicuri di essere insicuri?

     

     

    SICURI DI ESSERE INSICURI?
    Autore: Stefano Cicchetti

    Fra ordine senza legge e legge senza ordine

    Abbiamo più agenti di tutti, ma ne vogliamo ancora
    L'immigrazione è appena iniziata, ma siamo già terrorizzati
    E nessuno fa niente per i processi più lenti del mondo

    Dei rifiuti di Napoli, dopo le elezioni politiche non si parla più. Chissà se, passate anche le amministrative, scomparirà dalle prime pagine pure la sicurezza. Improbabile, visto che la mondezza è sempre là, dunque basterà ignorarla come si è fatto negli ultimi quindici anni. Mentre della sicurezza si parlerà certamente ancora; magari per dire che il problema è risolto, dati alla mano. E pazienza se i dati c'erano già.

    Un'emergenza che gli americani ci invidiano
    Infatti, cosa dicono le cifre? Per esempio a Roma, dove il neo sindaco Alemanno aveva denunciato la "situazione terribile" di "una città fuori controllo"? Dicono (fonte: Questura di Roma) che dal 2006 a oggi gli omicidi sono passati da 9 a 6, le violenze sessuali da 53 a 35 (tre quarti fra le mura domestiche), le rapine sono calate del 35 per cento, in ribasso anche i furti ed i reati di droga. Tutto ciò in barba ad ogni "invasione" di immigrati. Insomma la società italiana sarà anche "percepita" meno sicura, ma nella realtà è all'opposto. E tale viene "percepita" all'estero.
    Non ci credete? Eppure la pensa così il New York Times, una volta paragonata la loro situazione alla nostra: nella Grande Mela, 8,5 milioni di abitanti, 500 morti ammazzati nel 2006; in Italia 593 su 59 milioni (nel 1991 erano ancora più di 1900). Solo nelle zone più insanguinate del nostro Paese si tocca la media americana di 5 uccisi per 100 mila: così a Catanzaro, (5,4) e Reggio Calabria (4,4). Ma la nostra media nazionale è, udite udite, 1 assassinato ogni 100 mila abitanti. Si ammazzano molto di più i Finlandesi dalle candide dentature (quella troupe di un noto dentifricio dovrà fare attenzione ad aggirarsi nei boschi sparacchiando con il fucile ad aghi) con il 2,6 sempre ogni 100 mila.

    Lo Stato è assente?
    Gli Italiani si sentono però "abbandonati" e "lo Stato è assente": questo il ritornello di ogni tg. Sarà vero almeno questo? Anche qui, parlino i numeri. Nel 2000 (Fonte: Censis) avevamo un agente delle forze dell'ordine ogni 201 abitanti, record europeo che ci collocava ben davanti a Spagna (1 a 225), Francia (1 a 252), Regno Unito (1 a 375). Fra il '92 e il '98 gli agenti erano cresciuti mediamente di oltre il 9%. Da allora saranno diminuiti? Macchè. Oggi (fonte: Associazione italiana dei familiari di vittime della strada) abbiamo un agente ogni 173 cittadini, per un totale di 440 mila divise. Record dei record, poi, quello dei corpi con compiti di polizia: solo nei mari italiani, per esempio, incrociano natanti della Guardia Costiera, ma anche di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale e perfino Guardia Forestale!
    Se ne rendevano ben conto già nel 2002 anche i Circoli della Libertà di Mestre, che, come altri di ogni schieramento prima e dopo di loro - e altrettanto inutilmente -, proponevano una gestione più razionale di cotante risorse, chiedendo "di poter impiegare effettivamente gli oltre 200 mila uomini oggi adibiti in mansioni che nulla hanno a che vedere con i servizi operativi sul territorio", "l'eliminazione di organi duplici, triplici o quadruplici che svolgono le stesse funzioni", "la divisione delle competenze fra polizia di Stato e Carabinieri secondo il criterio territoriale".

    Il disastro è nei processi
    Ma allora che cosa non va? Certo, di moltissima insicurezza "percepita" dobbiamo ringraziare l'informazione. In campagna elettorale un quotidiano (il cui direttore uscente è stato eletto nel Pdl) è arrivato a riempire di cronaca nera le sue prime sette pagine nazionali; in un tg Mediaset, 14 servizi su 20 erano di fattacci. Poi c'è la crisi economica a generare la peggiore delle insicurezze. L'immigrazione fa paura, come ogni grande mutamento. La malavita organizzata continua a spadroneggiare in almeno tre regioni.
    Ma non è tutta macabra propaganda, ne psicologia distorta, sia chiaro. La cosa peggiore è che i colpevoli di solito sono beccati - e ci mancherebbe, visto quello spiegamento - ma è verissimo che troppo spesso se la cavano a ottimo mercato.
    Perché la nostra vera emergenza non è nelle strade, ma nei tribunali. L'Italia è al 155° posto nel mondo, su 178, per i tempi della giustizia (fonte: Banca Mondiale). Con costi umani e finanziari inimmaginabili. La magistratura italiana ha insomma ben poco di cui vantarsi e avrebbe molto da riformare, a cominciare dai suoi svariati privilegi e dalla sua mediocre "produttività". Mai si è udita dai giudici un'idea per snellire i procedimenti. D'altra parte, depenalizzare i reati dei ricchi come il falso in bilancio o minacciare il test di sanità mentale per i pm, non fa altro che creare un'altra tipicità del tutto italiana: una destra che accarezza un ordine senza legge, una sinistra arroccata sulla legge snobbando l'ordine. Risultato: nessuno che sia stato finora capace di darci niente di quel che davvero serve: processi veloci e che sconti davvero la pena chi è condannato.

    30 April

    NOOOO!!!! BERLUSCONI NOOOO!!!

     
    29 April

    Ridateci la sinistra!!!

     

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    Dichiarazione di Flavia D'Angeli - Fonte Sinistracritica.org

    "La grave sconfitta di Rutelli" dichiara Flavia D'angeli "è una drammatica conferma dell'avanzata di una destra pericolosa, razzista e xenofoba. E' ancora più evidente il fallimento di un centrosinistra che governa rincorrendo le destre. Pd e Sinistra Arcobaleno, candidando Rutelli, hanno mostrato sordità totale alla sfiducia dei cittadini verso personaggi politici che, da anni, veleggiano tra una postazione di governo e l'altra."
    "Rutelli ha perso perché era espressione di interessi e di poteri che da anni devastano la città, precarizzando il lavoro. Rincorrere la peggiore destra nella campagna razzista contro Rom e stranieri ha reso ulteriormente fragile la speranza che Rutelli rappresentasse un argine allo strapotere delle destre, vanificando la mobilitazione antifascista in cui ci siamo impegnati."
    "desso davvero devono andarsene tutti." conclude Flavia D'angeli "Se Veltroni fosse una persona seria si dimetterebbe questa sera stessa. Una nuova sinistra anticapitalista e di classe si costruirà nell'opposizione alle politiche xenofobe, sessiste e reazionarie che ci troveremo di fronte anche a Roma." "La sconfitta di Rutelli nei Municipi tradizionalemente di sinistra" aggiunge Armando Morgia, candidato sindaco di Sinistra Critica "dimostra che Rutelli ha perso alla sua sinistra. La Roma popolare che ha sempre votato a sinistra, gli ha voltato le spalle. Ora abbiamo davanti anni di opposizione dura a Roma. Sappia Alemanno che non gli daremo tregua." conclude Morgia.

    22 April

    Cambiano i carburanti, ma non cambia il sistema

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    Il costo del mais sta aumentando. Il motivo: il mais serve a produrre etanolo, il nuovo petrolio verde. Il costo del combustibile diminuirà, quello del pane e della carne aumenterà. Questo nei Paesi ricchi, in quelli poveri aumenteranno solo i morti di fame e le esportazioni di etanolo.Il cibo deve essere energia per l’uomo non per le macchine.
    Fidel Castro ha fatto alcune riflessioni sul quotidiano Granma, dopo otto mesi di silenzio, sul lancio dell’era dell’etanolo da parte di George W. Bush. E’ preoccupato. In futuro non si toglierà più il petrolio di bocca ai Paesi in via di sviluppo, ma direttamente il pane.

    “Più di tre miliardi di persone nel mondo condannate ad una morte prematura. Non si tratta di una cifra esagerata ma prudente. Ho meditato molto su questo dopo la riunione tra il presidente Bush e i fabbricanti nordamericani d’automobili. Lunedì 26 marzo la sinistra idea di trasformare gli alimenti in combustibile è stata definitivamente fissata come linea economica della politica estera statunitense.Il Presidente ha sollecitato il Congresso ad avanzare rapidamente nell’introduzione di una legislazione proposta recentemente dal Governo per ordinare l’uso di 132 miliardi di litri di combustibile alternativi per il 2017 e per imporre parametri più esigenti di consumo del combustibile nelle automobili. Bush si è riunito con il presidente del consiglio e direttore generale della General Motors Corp., Rich Wagoner; con il direttore generale di Ford Motor Co., Alan Mulally e con il direttore generale del gruppo Chrysler di Daimler Chrysler AG, Tom LaSorda.
    Penso che ridurre e riciclare tutti i motori che consumano elettricità e combustibile sia una necessità elementare e urgente di tutta l’umanità. La tragedia non consiste nel ridurre questi costi energetici, ma nell’idea di trasformare gli alimenti in combustibile.
    Oggi si sa con precisione che una tonnellata di mais può produrre in media soltanto 413 litri di etanolo. Il prezzo medio del mais nei porti degli Stati Uniti è di 167 dollari la tonnellata. Sono necessari 320 milioni di tonnellate di mais per produrre 35 miliardi di galloni di etanolo. Il raccolto del mais negli USA nel 2005, secondo i dati della FAO, è arrivato a 280,2 milioni di tonnellate. ... Applicate questa ricetta ai paesi del Terzo Mondo e vedrete quante persone non consumeranno più mais tra le masse affamate del nostro pianeta. O peggio: concedete ai Paesi poveri prestiti per finanziare la produzione di etanolo dal mais o da qualsiasi altro tipo di alimento e non rimarrà in piedi nemmeno un albero per difendere l’umanità dal cambiamento climatico.
    Altri paesi della parte ricca del mondo hanno programmato di usare non solo mais, ma anche grano, semi di girasole, di colza ed altri alimenti per la produzione di combustibile. Per gli europei sarebbe redditizio importare tutta la soia del mondo allo scopo di ridurre il consumo di combustibile delle loro automobili ed alimentare i loro animali con i suoi residui, ricchi di tutti i tipi di aminoacidi essenziali. Tutti i Paesi del mondo, ricchi e poveri, senza eccezione alcuna, potrebbero risparmiare miliardi di dollari in investimenti e combustibile semplicemente sostituendo tutte le lampadine incandescenti con lampadine fluorescenti, cosa che Cuba ha fatto in tutti le case. ...
    Dall’agenzia ufficiale di notizie sui problemi economici e sociali del mondo: la TELAM. Cito testualmente:
    “Circa due miliardi di persone, da qui a 18 anni, abiteranno in Paesi e regioni dove l’acqua sarà un lontano ricordo. Due terzi della popolazione mondiale potrebbero vivere in luoghi dove questa scarsità potrebbe produrre tensioni sociali ed economiche di una tale portata da provocare guerre per il prezioso ‘oro azzurro’”.
    Secondo il Consiglio Mondiale dell’Acqua (WWC) nel 2015 il numero di abitanti colpiti da questa grave situazione aumenterà fino a raggiungere i 3 miliardi e 500 milioni di persone.”
    Fidel Castro.
    13 April

    La lista del Senato prima della chiusura dei seggi

    Beh, martedì bisogna confrontare i nomi degli eletti con quelli contenuti in questo file... secondo me combaciano!!!
     
    Fonte Beppe Grillo.it
     
    Leggete i nomi dei pre eletti al Senato. Sono più o meno sempre quelli, da Castelli a Calderoli, dalla Bonino "Madre Teresa di Confindustria", alla moglie di Fassino "Sette Legislature" Serafini , da Follini "Uovo Sempreinpiedi" a Sircana "Beau de nuit", dal matusalemme Dini all'intellettuale di Arcore Pera. Sempre loro. Hanno trovato l'America a Palazzo Madama. I soldi per il piano Marshall li mettiamo noi. Non se andranno mai.Il Senato è il loro club Med.
    Leggete l'elenco dei senatori e confrontatelo con i risultati elettorali. Se la maggior parte dei nomi corrisponderà, vuol dire che vi hanno presi per i fondelli. Il non voto è l'unico voto utile.

    L'attribuzione dei seggi per partito è stata fatta sulla seguente ipotesi:

    - Sinistra Arcobaleno 14
    - PD 126
    - Italia dei Valori 6
    - SVP 3
    - UDC 3
    - PDL 146
    - Lega Nord 12
    - MPA 3
    - Autonomie Liberté Democrazie 1
    - Associazione italiana Sud America 1

    All'elenco vanno aggiunti 7 senatori a vita.
     
    Cliccate su questo link
    09 April

    Il popolo di Mosè usò allucinogeni

     
    La Repubblica 5.3.08
    Benny Shanon ipotizza il consumo di bacche dall´effetto stupefacente dietro alcune immagini bibliche
    "Il popolo di Mosè usò allucinogeni" bufera su un ricercatore israeliano
    Proteste dei lettori sul sito di Haaretz dopo la pubblicazione dello studio di a.s.

     
    GERUSALEMME - È il momento in cui Mosè sta per ricevere le tavole della Legge. «E vi furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di tromba - si legge nel capitolo 19 dell´Esodo - tutto il popolo che era nell´accampamento fu scosso dal tremore. Il monte Sinai era tutto fumante perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco e il suo fumo saliva come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. Il suono della tromba diventava sempre più intenso: Mosè parla e Dio gli rispondeva con voce di tuono».
    Per secoli laici e religiosi, si sono chiesti dove i compilatori del Libro avessero attinto gli elementi di una così potente descrizione. La risposta, secondo Benny Shanon, professore di psicologia cognitiva alla Hebrew University di Gerusalemme, potrebbe essere più banale di quanto si è finora pensato. In un articolo per la rivista filosofica Time and Mind uscita qualche giorno fa a Oxford, Shanon ipotizza, provocatoriamente, ma non troppo, che quella scena potrebbe essere stata partorita da menti sotto effetto di sostanze allucinogene, facilmente reperibili in natura. Sostanze di cui gli antichi israeliti avrebbero potuto fare uso durante le loro cerimonie religiose. Un trip collettivo, insomma, cui non si sarebbe sottratto neanche Mosè. Shanon ha ricavato questa convinzione - che, ammette il professore, non potrà mai ricevere nessuna sanzione scientifica - comparando la descrizione biblica con le esperienze avute quando, visitando l´Amazzonia, bevve una pozione ricavata da una pianta chiamata "ayahuasca". Nome scientifico: Peganum Harmala, una delicata piantina che produce un fiore bianco a cinque petali, di cui i popoli primordiali dell´America del sud usavano le bacche.
    Dopo aver bevuto la pozione, ricorda Shanon, «ho avuto visioni che avevano una connotazione spirituale-religiosa». E se il popolo di Mosè non si fosse a suo tempo trovato nella stessa identica condizione? Lo studioso avanza l´ipotesi che gli antichi israeliti avrebbero potuto imbattersi nel Sinai e nel Negev in due piante simili all´ayahuasca: una è una radice selvatica usata come allucinogeno dalle tribù beduine fino ai giorni nostri. L´altra è la famosissima acacia dai cui tronchi venne ricavato il fasciame adoperato per costruire l´Arca di Noè. Chissà.
    La notizia, riportata dal quotidiano israeliano Haaretz, ha scatenato una ridda di reazione fra i lettori. Uno dei commenti più ricorrenti era: «E Shanon, cosa ha fumato prima di scrivere il suo studio?» Il professore di Gerusalemme da parte sua vede segni d´alterazione anche nell´episodio, raccontato nell´Esodo, che ritrae Mosè mentre osserva il cespuglio e d´un tratto gli compare Dio. Mosè guardò, e scorse il cespuglio in preda alle fiamme e il cespuglio non ne fu consumato» si legge. «Il tempo - dice il professore - passa diversamente sotto l´effetto di un allucinogeno e durante quel tempo Mosè sentì la voce di Dio parlargli. «Naturalmente - conclude - non tutti quelli che usano queste piante possono ricevere la Torah. Per questo, bisogna essere Mosè».

    Non fa paura la notte

    Questa bella canzone dei Ratti della Sabina è dedicata a tutte le persone che hanno fatto, fanno e faranno parte della mia vita. Perché o abbiano incrociato solo una volta il mio sguardo o mi abbiano accompagnato lungo la strada, tutte mi hanno lasciato qualcosa di importante e per tutte loro conservo un piccolo posto nel mio cuore... (p.s. scusate il miele! Sorriso )
     
    Ovunque sei, ovunque andrai, porta con te dei ritagli di luce
    so che ne sarai capace, so che già ne sei capace.
    Qualunque strada percorrerai, tieni con te dei pezzetti di cielo,
    so che lo farai davvero e li userai quelle volte
    che vorrai provare a volare più in alto del vento
    là dove solo il sogno riesce ad arrivare.
    Ogni volta che perdi la via, guarda nel cielo e raccogli una stella,
    se nei miei giorni camminerai, camminerò dentro ai tuoi,
    per scaldarti quando cala la sera, per scaldarti quando viene la sera
    e insieme volare più in alto del vento,
    là dove solo il sogno riesce a sfiorare la vera libertà,
    a trovare la vera libertà.
    Io ti racconterò tutte quante le storie e le favole che ancora non sai
    e vivrò in ogni tuo sorriso, nei respiri o dentro una lacrima che ti scende sul viso.
    Dovunque sei, ovunque andrai, inventa le note più belle che puoi,
    perchè se ci accompagna la musica, non fa paura la notte, non fa paura la notte.
    05 April

    Quando le scene hot fanno ridere a crepapelle

    Cari amici, questa è davvero la scena erotica più comica di tutti i tempi: ci manca solo Benny Hill. Protagonista la nostra italianissima Monica Belucci nella sua ultima "fatica" cinematografica hollywoodiana: un tizio con una faccia da pesce lesso si trova, non sa nemmeno lui come, a letto con la Bellucci. E uno che farebbe se gli capitasse una cosa del genere? Sicuramente non lasciarsela sfuggire per nulla al mondo... Quindi quando gli arrivano a casa cinque tartarughe ninja inkazzate lui pensa bene di continuare a fornicare con la bella Monica e di ammazzare tutti i cattivoni disturbatori. Certo, sapevo che gli americani avevano fantasia: ma questo è davvero troppo!!!

    p.s.: sarà che sono di un'altra generazione, però la cara e vecchia Sharon Stone stava su altri livelli...   

    29 March

    Il vinile della settimana: The Best of Jean Luc Ponty

     
     
    ponty_imaginary
     
    Era il maggio del 1970 quando fu pubblicato il long playing King Kong del violinista Jean Luc Ponty, interamente scritto da un genio musicale come Frank Zappa (con una sola canzone scritta da Ponty, ma è anche l’unica in cui Zappa è presente con la sua chitarra): non era un album Rock nè Jazz ed il termine Fusion non era ancora entrato nel vocabolario musicale.
    Dopo quell’album e "My Favourite Things" di John Coltrane (sebbene meritano una menzione anche Herbie Hancock ed il geniale "In A Silent Way" di Mile Davis), l’incontro tra Jazz e Rock venne visto con molto favore e le sperimentazioni in tal senso si moltiplicarono (Il Jazz-Rock o Fusion esploderà da lì a poco ed avrà molti esponenti di gran classe, tra cui i miei preferiti sono Scotfield, Metheny e Di Meola).
    Avrei dovuto, forse, recensire quest’album, per le fondamentali composizioni in esso presenti (fra tutte, la title-track "King Kong", "Idiot Bastard Son" e, soprattutto, "Music for electric violin and Low Budget Orchestra" con il grande George Duke al piano elettrico). La scelta è ricaduta sul ‘The Very Best Of’ (2000) che consiglierei a tutti gli amanti della musica senza frontiere e paletti, perchè tra gli artisti citati, Jean Luc Ponty è probabilmente il meno conosciuto e, visto che non c’è nessuna recensione presente in archivio (non a caso), una prima infarinatura attraverso questo cd può rivelarsi utile come primo approccio.
    Sicuramente Ponty è uno degli artisti più sottovalutati fra quelli che hanno innovato il Jazz perchè suona il violino, anche se prima di lui c’era stato il maestro (anche lui francese) Stephane Grappelli: ma suonare, il piano, la chitarra o il sax, senza girarci troppo intorno, in questo genere premia di più (chiedete al batterista Weickl o al bassista Patitucci quanto hanno dovuto sudare per ottenere una certa e strameritata visibilità). Ma chi è questo folle che presta il suo talento violinista al jazz ed al rock, collaborando nello stesso anno (1972) con gente come Elton John ed il futuro «figlio delle stelle» Alan Sorrenti (in "Aria": capolavoro del prog italiano)? È francese, nato nel 1942 da una famiglia di musicisti classici: violinista il padre, pianista la madre. Imparò entrambi gli strumenti all’età di 5 anni e già ad 11 dovette fare una prima scelta, propendendo per il violino a scapito del piano. Solo 6 anni dopo (a 17 anni) il prodigioso adolescente, fresco di diploma al Conservatorio di Parigi, si trova di fronte ad un’altra difficile e questa volta improvvisa scelta: musica classica o jazz. Folgorato da Coltrane e Davis, Ponty sceglie il jazz e mette da parte il violino per tornare al piano e provare addirittura con il sax. L’incontro con Grappelli al «Blu Note de Paris» sarà determinante, così come l’invito di Zappa nel suo Hot Rats (1969): da lì in avanti, Jean Luc Ponty non abbandonerà più il suo strumento preferito. La sua spinta rivoluzionaria in quanto visionaria, la freschezza delle sue idee, l’armonia delle sue combinazioni, il mantenersi all’avanguardia senza cadere mai nella freddezza esecutiva (tipica dell’attuale Fusion, o come si chiama oggi New Jazz per marcare un intercorso avvicinamento al jazz con un certo allontanamento dal rock) sono ben esposte in questo lavoro discografico (che ripercorre la sua carriera discografica dal 1975 al 1985) in brani come "Bowing-Bowing", "Renaissance", "New Country" (che preferisco più di tutte), "Cosmic Messenger" e "No Strings Attached" (presente in versione live).
    Negli anni 90, Ponty combinerà il violino acustico con quello elettrico e si dedicherà prevalentemente a diverse collaborazioni, giungendo fino ad oggi. Anzichè citare album, specie a chi piace valutare un’artista dal vivo, al riguardo citerei, invece, il suo primo dvd "In Concert" (2003), in cui il francese, dopo 30 anni, dimostra ancora tutto il valore e l’energia della sua musica: onestamente, di gran spessore. Buona Musica a tutti.
    25 March

    Cappello a cilindro - All'improvviso

     
     
    Quante bottiglie vuote
    ci trovi in un amore
    quante promesse fatte
    e mantenute male
    quanta rincorsa presa
    per non andar lontano
    ma per sentire il vento
    che sbatte sopra il viso

    Quanta distanza credi
    ci sia tra il cielo e il mare
    se un orizzonte solo
    basta a farla sparire

    Quanta memoria serve
    per ricordare bene
    e quanta invece
    per poter dimenticare
    facciamo che stanotte
    io mi ricordo il mare
    facciamo che stanotte
    mi basta ricordare

    Quanta distanza credi
    ci sia tra il cielo e il mare
    se un orizzonte solo
    basta a farla sparire

    Quanta distanza credi
    ci sia tra il cielo e il mare
    quanta distanza credi
    ci sia tra noi e l'amore